L’intenzione sta nel sogno.
Il sogno di stare bene: realizza il bene.
Il sogno di essere felici: realizza la felicità.
La certezza nel sogno: realizza.
progetti
L'area del progetto
La Fondazione Izvor è immersa in una stretta vallata lungo il fiume Mirna. Pur trovandosi in un territorio incontaminato, è facilmente raggiungibile grazie a una rete di infrastrutture moderne. L’autostrada proveniente da Trieste attraversa la Slovenia e termina a soli 30 km dall’area.
Un’altra autostrada che arriva da Zagabria si trova a circa 10 km dall’area di progetto. Da lì, una strada statale scorrevole conduce direttamente alla zona.
L’area è inoltre facilmente raggiungibile da due aeroporti minori (Pola e Trieste), situati a circa 80 km di distanza; altri aeroporti internazionali (Venezia, Lubiana, Zagabria) distano circa 200 km.
La zona si presta perfettamente allo sviluppo delle diverse strutture e funzioni previste. L’intero territorio, che si estende per circa 10 km, è in grado di ospitare tutte le attività previste dal progetto.
I Dipartimenti
1. Agricoltura e Allevamento
Produzione di cibo sostenibile rispettando l'uomo e l'ambiente.
Il tema dell’alimentazione dell’uomo, il rapporto con l’ambiente e l’incrocio delle rispettive esigenze è quanto mai urgente. Riteniamo che non sarà mai possibile un’evoluzione dell’umanità finché il fattore ambientale e la nutrizione sana di tutti gli esseri umani non siano stati completamente risolti.
In quest’ottica le diverse zone dedicate alla produzione di cibo (agricoltura e allevamento), oltre che servire quale base per i vari ristoranti e le abitazioni presenti all’interno della Fondazione, saranno una occasione per ricercare e sperimentare un nuovo approccio a questo problema così pressante.
"Non abbiate fretta: mangiate piano, camminate piano, guardate le stelle piano. Tutto con equilibrio… piano, piano, piano."
2. Educazione
Ridefinire l’educazione valorizzando il potenziale unico di ciascun individuo.
Quando si dovrebbe iniziare l’educazione ma soprattutto cosa significa educare e come educare?
Quanti danni irrimediabili avvengono con sistemi educativi che addestrano l’uomo invece di accompagnarlo nel suo percorso unico e personalissimo?
Come stimolare il talento e la creatività di ciascuno dalla più tenera età fino all’ultimo respiro?
Cercheremo con progetti dedicati, scuole e ricerca di dare delle risposte a queste e moltissime altre domande, riguardo a ciò che ci viene consegnato e di cui dobbiamo avere cura: noi stessi e i nostri cuccioli.
"Ognuno è se stesso e vale in funzione di quello che è, non di quello che gli altri vogliono che sia."
3. Ricerca
Uno spazio dedicato alla ricerca integrativa, dove la scienza può prosperare libera dalle pressioni del business e del profitto.
Non si può pensare ad un progetto che si proponga di ripensare al nostro pianeta e all’essere umano che lo abita in termini integrativi, senza avere degli spazi dedicati alla ricerca scientifica.
Laboratori altamente specializzati nel campo della fisica, della chimica, della biologia, etc.
Un luogo dove, lontani dalle dinamiche del business e del guadagno, nuove idee possano nascere, confrontarsi e arricchirsi.
"Voi potete essere utili al mondo: siete il mondo."
4. Riciclo di Rifiuti
La trasformazione dei rifiuti in risorse utilizzabili.
In una visione che riconosce la materia come trasformabile, nulla è davvero uno scarto: ogni residuo può diventare una importante risorsa. Questo cambiamento di prospettiva è ciò che anima dal profondo la Fondazione. Di conseguenza, abbiamo adibito un dipartimento intero alla trasformazione dei rifiuti: un campo nuovo ma ricco di nuove opportunità per un futuro più evoluto.
"Non sei solo tossico per quello che mangi, ma sei tossico per quello che pensi, sei tossico perché non ti lasci andare."
5. Conferenze
Seminari, workshop e percorsi formativi con esperti da tutto il mondo.
L’aspetto delle conferenze, che è stata la spinta inziale da cui è partito tutto il progetto della Fondazione, mira a offrire un luogo di confronto e divulgazione aperto a tutto il pianeta. Ciò che ci proponiamo è di offrire un posto dove chiunque possa trovare stimoli per la propria crescita personale, al contempo, per chi ha nuove idee da divulgare, una piattaforma dalla quale far sentire la propria voce.
Verrà messa molta attenzione sull'aspetto linguistico: un team di traduttori ad altissimo livello, con l’aiuto delle moderne tecnologie, darà la possibilità a chiunque di poter davvero comprendere ciò che viene detto.
"È una svolta che porterà a un rinnovamento di tutta l’esistenza umana: una rivoluzione interna, una rivoluzione del sentire, dello stato d’animo e del cuore. È un progetto fatto per chi non crede: è fatto perché chi non crede possa credere."
6. Terapie
L’aspetto terapico, con le premesse di cui sopra, sarà necessariamente multidisciplinare: frutto di un confronto costruttivo, integrativo per quanto rigoroso.
Le diverse possibilità di trovare risposte alle proprie difficoltà, troveranno un luogo favorevole negli studi/ambulatori della Fondazione (nell’edificio centrale chiamato "Il Centro" ce ne saranno 48). In questo modo si ha il beneficio di trovare tutta la conoscenza medica, olistica, fisioterapica, etc. raccolta in un solo luogo.
Un altro edificio totalmente dedicato alle terapie attraverso le frequenze, chiamato "La Fonte", sarà realizzato poco a valle rispetto al corpo centrale. Una modernissima tecnologia che mira ad arrivare alla consapevolezza del sé e alla conoscenza del proprio unico percorso su questo pianeta, fatto di traumi evolutivi e conquiste. Un diverso approccio che, attraverso l’equalizzazione a frequenze armoniche, mira a raggiungere il completo benessere.
"Non è un progetto che guarisce ma è un progetto che insegna a guarire: insegna a trovare il modo di credere e di guarire. Voi dovete imparare l’accoglienza: essere accolti nelle braccia degli alberi, nel fresco dell’erba"
7. Accoglienza
Accogliere, prendersi cura e coinvolgere attivamente ogni visitatore.
Tutto il territorio della Fondazione Izvor, è di per sé volto all’ospitalità, alla cura e all’accoglienza.
Questo avviene in tutte le sue forme: attraverso l’alloggio, la ristorazione, le aree per il riposo e la meditazione.
L'accoglienza non è solo ospitalità passiva, ma un atto di apertura dove si accetta l'altro e lo si fa entrare, rendendolo partecipe di ciò che avviene.
"Dovete imparare a essere fatti, trasformati, in vibrazioni di accoglienza e di riverenza. Riverenza e accoglienza."
Sviluppi Architettonici
Il Centro
L’intenzione progettuale è di erigere una forma non-forma, un luogo non-luogo, un’architettura non-architettura.
Il disegno del centro Izvor ci dice infatti che, da lontano, non si percepisce una forma architettonica convenzionale. Ciò che vediamo è la forma di una collina verde semisferica, sembra un gigantesco disco volante tondo. Copre un’area di 20.000 m2, è alto 12 metri e ha un diametro di 160 metri Sembra che un disco volante sia atterrato migliaia di anni fa e che la natura ed il tempo lo abbiano rivestito. Il disco è composto da due anelli, un anello centrale ed uno periferico. Si accede da una singola fessura a cielo aperto scavata a mano nella collina.
L’anello centrale alloggia, al suo esterno, una piazza con al centro una vasca d’acqua rotonda, simbolo di sorgente, sorgente da cui tutto nasce. All’interno: spazi dalla forma organica, spazi che appaiano scavati a mano da bambini che giocano in spiaggia con la sabbia, spazi altissimi che sembrano scavati all’interno di un corpo organico mastodontico. Questi spazi alloggiano la hall, la biblioteca, la sala conferenze, i laboratori di ricerca, i seminari, la mensa e lo spazio terapeutico.
In tutti questi spazi, che ammontano a 10.000 m2, non esistono angoli, non si entra con le scarpe e il denaro. Dalla scala interna si accede all’arena, uno spazio esterno circolare che partecipa agli eventi della piazza.
L’anello esterno di 1.000 m2 alloggia 24 celle a forma di cupola per uso terapeutico individuale.
Materiali e finiture sono argilla e calce, legno e pietra, terra ed erba.
La Fonte
La crescente consapevolezza del ruolo che le frequenze possono svolgere nel supporto alla salute sta andando oltre la fase sperimentale, con le prime applicazioni cliniche che iniziano a prendere forma.
L’approccio adottato per “La Fonte” non mira a intervenire direttamente su specifiche disarmonie, ma si concentra sul rafforzamento del sistema umano nel suo insieme. Agendo su più livelli, a partire da quello biologico, questo metodo consente un processo di supporto preciso ed efficace.
Il sistema di riequilibrio è composto da due elementi principali: le antenne e i cavi armonici.
Antenne
Il sistema comprende 12 antenne, ciascuna alta 44 metri fuori terra, con 7 metri interrati. Ogni antenna è costituita da una serie di contenitori che ospitano migliaia di micro-ricevitori al plasma.
La superficie esterna di ciascun contenitore funge anch’essa da elemento di captazione. Tutti i contenitori sono collegati tramite una struttura centrale che convoglia onde a bassa e bassissima frequenza, attraverso un sistema in fibra ottica, verso una rete di cavi sotterranei integrati nel pavimento dell’edificio.
Cavi armonici
Il sistema comprende inoltre 49 cavi armonici, ciascuno progettato per intercettare e concentrare diverse gamme di frequenze nel campo degli infrasuoni. Tali frequenze vengono poi distribuite all’interno degli spazi voltati dell’edificio.
I cavi sono sostenuti da supporti appositamente progettati, anch’essi vibranti e dotati di meccanismi di tensionamento e calibrazione, che garantiscono un funzionamento controllato e costante.
Esperienza dell’utente
Il processo di riequilibrio è volutamente semplice. Dopo aver lasciato le scarpe in un’area dedicata, i visitatori accedono al livello più basso di un percorso a spirale che occupa quasi l’intero interno dell’edificio.
Il percorso è costituito da una spirale concentrica di sette giri, lunga circa 500 metri, da percorrere a piedi nudi. Il pavimento è realizzato con una specifica miscela di cristalli progettata per rafforzare gli effetti delle frequenze raccolte.
Lungo la spirale si trovano piccoli ambienti laterali pensati per soste prolungate, che permettono a chi necessita di sessioni più lunghe di fermarsi. Ulteriori spazi semi-interrati sono dedicati ad attività specifiche.
Attorno all’edificio si sviluppa una grande struttura ad anello, progettata per accogliere circa 244 persone, offrendo la possibilità di permanenze più lunghe in base alle esigenze individuali.
Stato dei lavori
Progetto concettuale completato
Fase di progettazione esecutiva e test sperimentali in corso

Alloggi
L’ospitalità per i partecipanti al Progetto Izvor è pensata per ridurre al minimo l’impatto ambientale, garantendo al contempo un elevato livello di comfort.
A tal fine, una serie di bungalow leggeri verrà collocata direttamente sul suolo forestale che circonda il Centro Izvor. La loro forma ellittica richiama uno spazio protetto e raccolto, concepito per accogliere l’ospite. Un lucernario circolare, posizionato sopra il letto, apre l’interno al cielo notturno, creando una sensazione di connessione e cura.
L’accesso ai bungalow avviene tramite passerelle modulari ispirate ai pontili galleggianti dei porti. Queste strutture poggiano sul terreno e consentono il passaggio degli impianti — acqua, elettricità e scarichi — senza arrecare danni all’ecosistema forestale.
Il principio guida è quello di un’accoglienza domestica e comunitaria. Gli ospiti sono invitati a sentirsi parte di un ambiente condiviso e, durante il loro soggiorno, a contribuire, nella forma che preferiscono, alla visione più ampia della Fondazione Izvor.
Il vicino Centro, tra le altre cose, comprende due ristoranti che propongono pasti preparati con ingredienti provenienti principalmente dalla valle circostante, inclusi prodotti dell’agricoltura locale, dell’allevamento e delle erbe spontanee.
I visitatori sono inoltre incoraggiati a esplorare i villaggi, che offriranno spazi dedicati al cibo e alla socialità, permettendo all’esperienza complessiva di svilupparsi su più livelli.
Nei periodi di maggiore affluenza, ulteriori soluzioni di alloggio saranno disponibili nella valle, presso B&B e hotel nelle vicinanze.
Stato dei lavori
Progetto concettuale completato
Progetto esecutivo completato
Dettagli tecnici e ricerca sui materiali in corso
Villaggi
Diversi villaggi, quasi tutti abbandonati, si trovano sui versanti collinari che circondano l’area della Fondazione. Questi piccoli insediamenti, alcuni dei quali risalgono all’epoca medievale, sono composti da case in pietra di piccole dimensioni, generalmente sviluppate su due livelli. Uno di questi villaggi si trova già in una fase avanzata di recupero.
Il loro ruolo all’interno del progetto sarà quello di ospitare — anche in modo permanente — i Fondatori, i terapeuti, i relatori e, più in generale, il personale coinvolto nella gestione delle diverse strutture previste dalla Fondazione.
Allo stesso tempo, questi villaggi rappresentano una sperimentazione concreta di un diverso modello abitativo: un passaggio dalla megalopoli — che, nella nostra visione, non è più sostenibile né dal punto di vista ambientale né umano — a piccoli centri diffusi sul territorio, parzialmente autosufficienti.
Non si tratta di un semplice ritorno al sistema sociale del villaggio tradizionale, ma di una proposta consapevole, sia ideologica che economica. Le società oggi presenti sul pianeta — siano esse occidentali, oligarchiche (economiche o religiose), senza dimenticare dittature e sistemi assolutisti — non sono riuscite a trovare soluzioni ai grandi problemi che affliggono la Terra.
Questo progetto intende partire dalle esperienze del passato, valorizzando ciò che ha funzionato e affrontando ciò che non ha dato risultati, con l’obiettivo di proporre un approccio più consapevole alla gestione delle risorse comuni. Dalla natura al cibo, dalla libertà alla pace, l’intento è sviluppare risposte capaci di unire una visione globale a un radicamento locale.
Stato dei lavori
Primo villaggio completato al 50%